Storie straordinarie di donne – oggi poco conosciute

Quante volte noi donne abbiamo pensato che forse forse.. sarebbe stato meglio nascere uomo?
Io l’ho pensato la prima volta quando ho avuto il menarca.
Poi mi sono ravveduta. All’epoca ero talmente arrabbiata che mi sono rasata
i capelli ed ho indossato abiti maschili per un paio d’anni.
Già dalla pubertà, se un ragazzo se la cava nel peggiore dei casi con l’acne, per noi invece inizia una sorta di prigionia tra reggiseni e assorbenti usati di nascosto, commenti sulla crescita del seno, sul
peso e via via che le forme aumentano sugli abiti troppi attillati o le gonne troppo corte, il trucco pesante, la risata sguaiata e non è che poi la situazione migliora.

Una sfilza di regole di comportamento e di gente pronta a dirci cosa possiamo o non possiamo fare.

donne che hanno fatto la storia
Ph. Jessica Biancalana

Il fidanzato? Quando fai un figlio? Quanti uomini hai avuto?
Non c’è una risposta giusta, o meglio sono tutte sbagliate.
Copriti se allatti, depilati anche le parti intime sopportando dolori atroci, non richiamare il giorno dopo, deve chiamare lui.
Mentre siamo alle prese con tutto ciò, ai ragazzi l’acne è passata da un pezzo e magari sono diventati uomini che hanno da ridire sulle gonne,
il trucco e le nostre abitudini sessuali.

Enzo Miccio mannaggia a te, mi vesto un po’ come cavolo mi pare, che se ne facessero della tua lunghezza usciresti anche te con i pantaloni
del pigiama ed invece ti si vede il calzino.
Scherzi a parte…

Quante volte avete avuto l’impressione che chi vi ha detto
“non puoi non farlo”, giudicando impossibile una vostra impresa,
si basasse solamente sul cliché del sesso debole e non sulle vostre reali competenze?

Donne che hanno fatto la storia ma che non sono passate alla storia:

SISTER ROSETTA THARPE, Cantante

Sister Rosetta

Probabilmente non ne sarete a conoscenza, ma non c’è un padre del rock’n roll, bensì una madre.
Sappiamo tutti che la storia non viene presentata con un’imparzialità politica, ma ahimè è stato aggiunto un ulteriore filtro spudoratamente sessista.
Tutti conoscerete Elvis, ma pochissimi di voi invece ricorderanno la signora Tharpe, che ispirò lui ed altri personaggi noti.
Addirittura -se si vuole essere puntigliosi- la celebre Hound dog, è in realtà una cover dell’omonimo brano
cantato da “BIG MAMA” THORNTON, un’altra donna afroamericana meno commerciale, anche se con una voce da paura.
In ogni caso Sister Rosetta Tharpe spaccava già negli anni ‘30, riempiendo locali e incantando il pubblico di ogni colore.
Oggi dovrebbe esserci lei sulle magliette, poster, accendini e nell’immaginario collettivo di tutti noi.
Poi ANCHE Elvis, per l’amor del cielo.

Nata in una famiglia di raccoglitori di cotone, cambiò marito ogni volta fosse necessario ed ebbe una carriera straordinaria grazie alla sua voce e alla sua chitarra.

ALOHA WANDERWELL, esploratrice

Poco meno di 100 anni fa il suo nome era noto in tutto il mondo, oggi in pochi conoscono la sua storia straordinaria.
Ad appena 16 anni iniziò la sua grande impresa: il giro del mondo a bordo di una Ford 1918 Model T, con cui visitò 6 continenti, 80 nazione e percorse oltre 800.000km.
Non si fermò neanche dopo aver conquistato il Guinness dei primati nel 1930 come “ragazza che aveva viaggiato di più al mondo”.

Nata in Canada nel 1906 come Idris Hall, spedita in un convento di
suore dalla madre per riuscire a domare la sua indole ribelle, a 16 anni rispose all’annuncio sul Paris Herald “Cervello, Bellezza & Pantaloni – Giro del mondo offresi a fortunata giovane donna“, iniziando così la sua carriera da esploratrice.
Tra i mille aneddoti si dice abbia insegnato ad usare le armi automatiche ai banditi che la rapirono in Cina e scoperto una tribù sconosciuta in un
territorio inesplorato lungo il Rio delle Amazzoni.

RENA GLICKMAN, campionessa di Judo

RenaGlickman

Nata nel 1935, newyorkese di origine ebraica, un’adolescenza difficile nei bassifondi di Brooklyn e una vocazione per il Judo.
Centralinista, moglie e madre durante il giorno, si trasformava di sera in un’instancabile judoka.
Quando nel 1959 a New York si svolse il campionato YMCA di Judo, Rena si finse uomo per poter gareggiare.
Portò la sua squadra sul podio, vincendo la medaglia d’oro.
Quando venne scoperta al termine delle premiazioni, i giudici le strapparono la medaglia dal collo.

Intuendo che l’America non fosse pronta per una donna che batteva gli uomini, si trasferì a Tokyo e divenne la prima donna a insegnare al KODOKAN, in un corso maschile.
Una volta rientrata in patria la carriera di Rena fu costellata di successi, fino all’organizzazione del primo campionato di Judo femminile mondiale, a New York nel 1980.

GERDA TARO (Gerta Pohorylle), forografa

Inizialmente dovette usare un ulteriore pseudonimo maschile:
ROBERT CAPA, definito poi “il più grande fotografo di guerra”.
Il volto di questo fantomatico personaggio è quello del suo fidanzato
Endre, ma in realtà fu lei ad inventarlo e le foto che passeranno alla storia sono state scattate da entrambi.
Lo stratagemma fruttó loro parecchi soldi, perché il misterioso ROBERT CAPA riceveva compensi maggiori rispetto alle tariffe standard.
Quando vennero scoperti erano ormai talmente famosi che Gerta poté usare uno pseudonimo femminile (era di origine ebraiche in epoca nazista) e vendere successivamente le sue fotografie in maniera indipendente.
Sempre sul campo, Gerda fu difatti la prima donna giornalista ad essere uccisa sul fronte di guerra.
Morì schiacciata da un carro armato “amico” dopo ore di agonia, in cui la sua unica preoccupazione rimase le condizioni della macchina fotografica e dei rullini.

Le donne della scienza:

Rosalind Franklyn, chimica. I dati delle sue ricerche sono stati utilizzati per formulare l’ipotesi di Crick e James D. Watson nel 1953 riguardante la struttura del DNA.
Fu lei a scoprire la forma a elica, ma il suo lavoro venne pubblicato terzo nella serie dei tre articoli Nature articles, preceduto da quelli di Watson e Crick, per i quali vinsero il Nobel.

Le donne che hanno portato l’uomo sulla luna: gli ingegneri aerospaziali Joanne Morgan e
Frances Northcutt, la programmatrice informatica Margaret Hamilton e Kathherine Johnson, la matematica che avrebbe dovuto rimanere negli uffici separati per le donne di colore, ma le cui competenze erano troppo fondamentali per rispettare le norme di segregazione.
Fu lei a calcolare la traiettoria di lancio dell’Apollo 11.
L’archeologa Mary Leakey, che scoprì e studiò le origine dell’umanità insieme al marito, ma ottenne il riconoscimento della comunità scientifica grazie ai propri meriti ed alle straordinarie scoperte che plasmarono gli studi della Paleoantropologia.

Provate ad immaginare quante donne hanno dovuto faticare il doppio per ottenere la metà dei riconoscimenti di tutti quegli uomini famosi ancora oggi.
Potrei andare avanti per ore, giorni.
Molte non le conosco ancora. Molte purtroppo non le conosceremo mai.

A volte la storia viene scritta da persone comuni che seguono le proprie passioni fino in fondo, compiendo imprese memorabili.
Perciò questo auguro a tutte le donne, di essere persone comuni che fanno cose straordinarie.
Che siano libere di essere chiunque vogliano, a casa, a lavoro o in
giro per il mondo.

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