Christmas time | I presepi viventi del centro Italia

Con l’occasione delle festività Natalizie, molte famiglie iniziano a cercare le mete giuste dove trascorrere al meglio questo periodo di riposo.
C’è chi torna li dove è stato bene, e c’è chi cerca luoghi nuovi da scoprire: questo è il mese ideale per ammirare le città Italiane, che abbracciano lo spirito natalizio indossando le luci più belle, ospitando i mercatini di Natale, le montagne innevate, e i paesini incantati.

Oggi, gli amanti e non dell’arte presepiale, ma sopratutto per tutti gli appassionati dell’originalità, vi volevamo parlare proprio di loro: i paesini del centro Italia, che nel mese di dicembre si trasformano, tornando ad essere borghi dei vecchi pastori, animali, locande e artigiani.

Il presepe vivente (o presepio vivente) è una tradizione cristiana consistente in una breve rappresentazione teatrale che ha lo scopo di rappresentare, con l’impiego di figuranti umani, la nascita di Gesù in una scenografia che viene costruita per ambientare la vicenda della natività.

Iniziamo, non a caso dal centro Italia.

Umbria :

Il presepe i Marcellano

Umbria. il Presepe di Marcellano : un antico borgo quasi nascosto in un contesto naturalistico incantevole, in un luogo incontaminato, suggestivo e senza tempo, che fa da magica cornice al Presepe Vivente.
Un presepe che coinvolge ben quattro generazioni della nostra famiglia: partendo dal bisnonno e il nonno,  che nella prima edizione nel lontano 1984 fecero rispettivamente un falegname e San Giuseppe, con a seguire il nostro papà, appena nato, che fece Gesù Bambino tramandando la tradizione a suo fratello e poi al nostro figlio Christian, che esattamente alla 30esima edizione, durante le riprese della RAI, recitò il ruolo del piccolo Gesù.

Il paese, trasformato in una Betlehem umbra, rivive la nascita di Cristo, secondo i racconti evangelici non senza le aggiunte della fantasia popolare.
Un centinaio di figuranti, drammatizzando per le vie del paese alcune scene tradizionali (botteghe del fabbro e del falegname, fornaio, tessitrice, canestraia, fruttivendolo, pastori, sacerdoti e pubblicani), rievocano nell’attesa  dell’evento che, in una stalla ricostruita fuori le mura, si ripete quando Maria e Giuseppe vi si fermano per trascorrere la notte, non essendo riusciti a ripararsi in nessun luogo.
Passando per gli stretti vicoli e le piazzette, i locali (che per il resto dell’anno rimangono pressoché chiusi) si animano della vita di un tempo; e così il profumo della lavanda precede la bottega dell’erborista che sapientemente prepara sacchetti con miscele di semi e fiori per profumare la casa, il tintinnare del ferro sull’incudine battuto dal fabbro si diffonde e attira i popolani che hanno bisogno dei loro servigi.
Nelle piazzette i banchetti delle donne animano i mercatini con la frutta, i formaggi, il pesce, i prodotti dell’artigianato e dell’agricoltura.
Il vociare allegro dei loro bambini riecheggia per il paese.
Le taverne, il frantoio e il forno attirano, con i loro profumi, il viandante affamato che, mentre si rifocilla e si riscalda, ammira l’antica macina in pietra e i torchi in legno per la spremitura delle olive. Capannelli di gente si ferma incuriosita di fronte al falegname che, con un antico e originale tornio a pedale, realizza candelabri o gambe per tavolini mentre i suoi garzoni tagliano le tavole con una lunga sega a mano.
La tessitrice lavora pazientemente al telaio mentre l’orafo incide i suoi gioielli in argento e il ramaio forgia sapientemente foglie di metallo a forma di rosa per adornare i suoi candelabri. La pittrice abbellisce con i colori piatti e anfore di terracotta che il cocciaio abilmente crea dalla creta con il suo tornio a pedale. Ma la vita frenetica del borgo rimane come sospesa quando Giuseppe e Maria, in compagnia di un asino, percorrono le vie del paese alla ricerca di un riparo, trovandolo solo fuori dalle mura, in una grotta. La cometa, solcando il cielo di questa Palestina medioevale, indica la strada ai Magi che, giungono ad adorare il Bambino riscaldato da un asino e da un bue.

“Il presepe nasce con San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia, che nel Natale del 1227 nel suo paesino di Greccio, in provincia di Rieti, ricreò per la prima volta il tema della natività.”

Cosi è proprio lui il nostro secondo Presepe Vivente, da segnare assolutamente nel diario di viaggio: 

Il presepe vivente di Assisi

Nel presepe vivente di Assisi nei giorni delle festività del Natale, al calare del sole, oltre cento figuranti appartenenti al paese immerso nel verde dell’Umbria danno vita al magico Presepe Vivente di Petrignano di Assisi, in provincia di Perugia, nel verde della nostra bellissima Umbria.
Ogni vicolo e ogni angolo del borgo medievale e le rive del fiume Chiascio vengono avvolti da un’atmosfera magica con giochi di luci e ombre creati da rappresentazioni che ripropongono gli scorci di vita quotidiana e scene di attività artigianali di duemila anni fa ai tempi della nascita di Gesù.
Gli attori, tutti volontari del paese, sapranno farti vivere emozioni uniche ed indimenticabili. 

Ciò che distingue il nostro presepe è la finalità benefica.

Il significato del Natale va oltre la semplice tradizione, ed è quello di dare un concreto aiuto a chi ha bisogno. Tutti noi da sempre siamo impegnati per questo fine, in nome della carità e dell’amore cristiano, devolvendo ogni anno il ricavato del Presepe in beneficenza.

Toscana

In Toscana invece il presepe vivente con più tradizione è senz’altro quello di Equi Terme: in un piccolo borgo della Lunigiana (Comune di Fivizzano, provincia di Massa-Carrara).
Molto suggestivo il percorso, che attraversa le vie del borgo tra torce e candele, con i fondi trasformati. Il torrente Fagli dà un tocco in più alla scena. 

Marche

Nelle Marche  invece va in scena il presepe vivente più grande d’Italia: parliamo del presepe vivente di Genga, in provincia di Ancona, che viene rappresentato nelle meravigliose Grotte di Frasassi.
La manifestazione vede la partecipazione di circa 300 figuranti che sono impegnati a far rivivere le tradizioni del territorio: lungo il sentiero che porta alla Natività pastori, pescatori, contadini intenti al loro lavoro scandiscono la salita, mentre una volta giunti alla grotta naturale del Santuario di Frasassi si trovano falegnami, fabbri, cestai, fornai, calzolai, scultori, vasai, ricamatrici e tessitrici tutti con gli antichi strumenti della loro arte. 

Foto presa da www.ilturista.info

Abruzzo

In Abruzzo, A Santa Jona di Ovindoli si tiene uno dei più bei presepi viventi d’Abruzzo grazie alla splendida cornice naturale creata dal borgo e dal paesaggio. Il percorso, che attraversa il suggestivo centro storico, sarà accompagnato dal suono di due clarinetti che seguiranno il corteo e dagli speakers che narreranno le storie di scena in scena.
Nelle vecchie cantine aperte al pubblico, durante il percorso, sarà possibile trovare vin brulè, pane caldo e dolci tradizionali.

Lazio

Presepe vivente di Greccio:

A Greccio la tradizione del presepe è una delle più antiche d’Italia: fu infatti San Francesco, nel 1209, a istituirlo dopo aver aiutato la cittadina medievale con la minaccia dei lupi che minavano la sicurezza non solo del bestiame ma degli stessi cittadini. Placata la minaccia, infatti, Francesco si trasferì in una capanna poco fuori Greggio e, notando parecchie similitudini con Betlemme, decise di riproporre la nascita di Gesù proprio in questo borgo incastonato nella roccia. Da allora la tradizione si è mantenuta intatta fino a noi, diventando la principale attrazione della cittadina.

Vi segnalo inoltre il Il portale dei Presepi Viventi in Italia e nel resto del Mondo: Presepiviventi.it ,dove potete trovare il calendario con tutti i presepi viventi

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