Body shaming e social | Il pensiero di una mamma

“Praticare gentilezza a casaccio e atti di bellezza privi di senso”

Mi perdonerete se oggi invece di suggerirvi qualche ricetta o trucco per renderci più belle, parlerò di bellezza si, ma quella interiore.

Il mondo progredisce, c’è evoluzione in qualsiasi ambito. Eppure sembra che in questo continuo progresso non trovino sempre spazio educazione e tolleranza. Nel 2018 c’è ancora chi offende e si permette di giudicare le persone per il loro corpo, e lo fa sotto gli occhi di tutti: sui social network. Mi trovo a dar ragione a Umberto Eco che accusava queste piattaforme digitali per “aver dato la parola a legioni di imbecilli.” Questa tendenza, che non andrebbe in alcun modo alimentata, viene definita body shaming.

Sicuramente i social vengono utilizzati sempre di più come delle vere e proprie vetrine in cui ci si espone, e il rovescio della medaglia sta nella possibiltà di essere sottoposti a giudizio, ma questo non autorizza nessuno a sentenziare sul corpo degli altri.
Questa è una delle sfaccettature del cyberbullismo e ad esserne colpite non sono solo le donne.
Quante volte ci capita di sentirci inadeguate, di notare un rotolino in più sulla pancia, o le gambe non sempre toniche? A me 5 giorni su 7! Per non parlare del fatto che dopo la gravidanza il corpo cambia, e per tornare alla forma di prima (ci tornerà mai?!) richiede del tempo. 

E tra tutti i pensieri che una mamma, ma in generale una donna, può avere, non possiamo aggiungerci il senso di inadeguatezza alimentato da voci frustrate, spesso di altre donne. 

C’è bisogno di più solidarietà, più supporto, più educazione, più gentilezza. Perché seppur vero che un rossetto nuovo o un bel vestito sono gratificanti, nulla lo è di più del sentirsi bene con se stesse. 

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