Papà | La nostra vita tra low cost e downshifting

Marzo 2018:

LPeter compie dieci mesi e decido di fargli un regalo. A breve capisco che il regalo l’ho fatto soprattutto a me stesso. Lascio il lavoro per stare insieme a lui giorno e notte, primavera ed estate. Almeno fino ad ottobre, quando inizierà ad andare all’asilo.
Il primo pensiero è: “che meraviglia!”, il secondo: “come facciamo?”.
Non abbiamo affitto, mutuo o rate da pagare, questa è una grossa fortuna. Negli anni di lavoro abbiamo messo da parte qualcosa. Il punto focale diventa quindi la spesa quotidiana: cibo, vestiti, attività. Come risparmiare per arrivare a fine ottobre senza troppi pensieri?
Low cost e downshifting ci vengono in aiuto. Ma di cosa stiamo parlando?

Vocabolario 

Low cost
Si tratta di beni e servizi presenti sul mercato a prezzi inferiori che mantengono però alto il loro livello di qualità. Il risparmio è ottenuto attraverso una produzione e commercializzazione in modo più efficiente. Per esempio utilizzando un e-commerce anziché un punto vendita fisico.   

Downshifting
Scelta di uno stile di vita più gratificante e di una maggiore disponibilità di tempo libero, attuata riducendo volontariamente il tempo e l’impegno dedicati all’attività professionale, con conseguente rinuncia a una carriera.

Citazione

Sul tema della semplicità volontaria, l’ex-presidente dell’Uruguay Josè Mujica, dice: “Quando compriamo qualcosa non lo facciamo con i soldi, ma con il tempo di vita speso per guadagnare quel denaro.
Dice tante altre cose intelligenti e se ne avete voglia potete ascoltarlo qui.

Si tratta quindi di mettere sul piatto della bilancia il nostro tempo, da un lato, e tutti i bisogni, dall’altro. Semplificando: una pizza, un cinema, un vestito in meno, equivalgono a un paio d’ore al parco a giocare in più.
Non immaginateci però affamati, a piedi nudi e seduti su un marciapiede a guardare per terra! Abbiamo solo cercato un compromesso tra i nostri bisogni e il tentativo di risparmiare per poter passare questi mesi assieme.

In foto: Peter che fa la spesa. Occhio al super prezzo!

Non-consigli per gli acquisti

Siamo ancora giovani Non abbiamo ancora consigli da darvi, solo piccoli ma concreti esempi di scelte quotidiane:

  1. Stop al sushi
    Abbiamo smesso di mangiare giapponese e ridotto take away e ristoranti. In compenso abbiamo affinato le nostre abilità culinarie con ricette degne di grembiule a MasterChef. Anche in cucina il tempo è l’ingrediente più prezioso.
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  2. Vacanze a km zero
    A parte il viaggio in Bielorussia, dove abbiamo vissuto in famiglia, abbiamo visitato il nostro territorio. Colline, montagne, valli, fiumi. In un raggio di 100 chilometri da Bologna ci sono tanti posti da scoprire per un bambino. Magari crescendo sarebbe bello vedere le sette meraviglie del mondo. Per ora ci accontentiamo di un bel prato in fiore e di un ruscello.
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  3. Sei mesi, sei magliette
    Come potete notare dalle nostre foto, ci piace essere belli come natura ci ha fatto. Abbiamo outfit semplici e con il caldo siamo sempre in costume. Inoltre abbiamo ricevuto in eredità da cugini e nipoti scatoloni di vestiti da zero a sedici anni. Nei pochi acquisti che facciamo, prediligiamo un buon tessuto (canapa o bambù) ad una stampa fashion.
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  4. Stop alle tentazioni cittadine
    La metropoli è una tentazione continua: gelato, aperitivo, pizzetta, maglietta. Qui in cima alla collina il primo negozio è un fruttivendolo a un paio di chilometri. Purtroppo Amazon, altra grande tentazione, rende l’acquisto un gesto ultrarapido ed impulsivo. Abbiamo sicuramente ridotto la nostra vita sociale da lunedì a venerdì, però il weekend facciamo sempre degli ottimi barbecue con gli amici, tanto la carne la portano loro.
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  5. Una giapponese ibrida
    Per quanto bucolici possiamo apparire, non giriamo a cavallo. Per quanto tutto sia vicino, nessuna meta qui è raggiungibile a piedi o con i mezzi pubblici. L’abbiamo comprata di seconda mano, pagata la metà. Non è solo una questione di risparmio economico ma anche ambientale. Lei è giapponese come l’arte dello zen. Infatti, va guidata con molta calma.
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  6. Più giochi e meno giocattoli
    Io e Peter siamo sempre insieme. Quindi di giochi ne facciamo tanti. Corriamo, scaliamo, lanciamo, nuotiamo, cantiamo e balliamo. Ci divertiamo con quello che troviamo intorno: una noce, un sasso, la fontana. Se siamo fortunati incontriamo anche un cavallo o un trattore. E se per caso sentisse la mancanza della plastica, lo farei giocare con le bottiglie del latte. Ad oggi abbiamo accumulato pochissima noia.
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  7. La trappola tecnologica
    Google Drive, Amazon Prime, Spotify Premium, Now Tv, WordPress e chissà quale altro mini abbonamenti da 0,99 €/giorno ho attivato. Alcuni ormai indispensabili, altri sicuramente superflui. Non guardiamo la tv eppure paghiamo il canone. Sarebbe un esperimento interessante annullare tutto e vedere cosa succede.  

Questa è la nostra esperienza. Nessun consiglio, solo piccoli esempi. Siamo tutti troppo diversi per seguire un’unica strada. Però se siete interessati e volete approfondire uno o più punti, potete scrivere nei commenti e sarò felice di raccontarvi nel dettaglio. Ancora curiosi? Leggete le 10 non-regole che ci siamo dati io e Peter.  

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