Papà | Un giovedì in Bielorussia

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Oggi inizia il mio consueto viaggio estivo verso la nostra seconda casa: Minsk, Bielorussia. Questa volta parto da solo e vado a riprendermi la famiglia.
Bologna, Milano, Malpensa, Minsk. Le ore davanti al gate tornano utili per scrivere. Seduto su un gradino osservo una fila ordinata di donne e bambini biondi in attesa dell’imbarco.

 

Dove è finita la mia Famiglia?

Nelle ultime fotografie Peter e Dandy Daddy non giocano più insieme. Il primo nuota nel lago a est, il secondo raccoglie frutta a ovest. Un po’ di tristezza pervade i nostri post e commenti.
Ma chi ha rapito la mia famiglia?
Mamma Masha e bimbo Peter sono partiti due settimana fa, lasciandomi solo a Bologna, destinazione Bielorussia, la loro seconda casa. Ho avuto una buona occasione per capire quanto vissuto fin qui, sentire la mancanza delle cose importanti e rigenerare le forze.
Cosa ho segnato sul mio taccuino?

Positivo

  • Pensare, scrivere, lavorare per più di 2 ore consecutive
  • Avere un pavimento pulito
  • Dormire un’intera notte senza svegliarsi
  • Da quando non organizzavo una festa di sabato sera?

Negativo

  • Manca Peter e manca la mamma
  • Come si fa a cucinare bene senza avere i miei due ospiti preferiti?
  • Quando lo rivedrò saprà salire sugli alberi e chissà se mi riconoscerà
  • Ho l’obbligo morale di concentrarmi e fare tante cose bene

L’equilibrio tra nostalgia e relax è stata la chiave di queste due settimane. Di giorno prendevo il sole e di sera mugugnavo in videochiamata su WhatsApp.

Bambini in volo

Il comandante annuncia prima in russo poi in inglese. Si vola!
Chiusi, in uno spazio ridotto, con scarsa possibilità di movimento, a mille mila metri di altezza. Non so se sia il sogno o l’incubo di ogni bimbo. Lo chiederò a Peter quando parlerà la mia lingua. Di sicuro è il problema maggiore per i genitori che viaggiano in aereo.
Oggi sono solo e posso pensare come un bambino piuttosto che come un papà. Sono sulle nuvole, sto volando. Non nascondo un filo di paura mista eccitazione e avrei voglia di camminare avanti e indietro per il corridoio. Purtroppo c’è una lunga fila di biondini. Se mi metto a gattonare con loro, barba lunga e abbronzatura mediterranea, mi prendono per un attentatore. Allora li osservo e volo con loro.  

Questo dolce momento viene interrotto da una voce adulta: “Smettila di fare capricci, se non ti calmi ti tiro uno schiaffo!”. È sempre un peccato quando il mondo dei piccoli si scontra con quello dei grandi senza trovare un compromesso.

 

L’albero delle mele

Ore 20:00 italiane: sono arrivato a Minsk e subito portato alla dacia, la casa estiva tipica di russi e bielorussi. Un albero di mele rosse al centro del giardino, more e ribes agli angoli, Una casetta in legno e tutta la famiglia al completo: Svetlana, Sergei, Sasha, Yulia, Ksusha, Taya e, ovviamente, Masha, Peter e Dandy Daddy.
Per me, non ci sono dettagli di viaggio più importanti di questi. Se invece volete sapere come si arriva fino a qui scrivetemi una lettera 🙂

 

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