Viaggio | Marrakech: la città delle mie sfumature di rosso

Marrakech. La città delle mille sfumature di rosso.

 

“Ginni tieniti forte alla mamma che adesso l’aereo tocca terra”. Niente, è incollata al finestrino ad osservare il sole che sta nascendo e piano piano colora il mondo. Questa parte di mondo dai toni aranciati.

 

Scendiamo le scale dell’aeromobile pronti alla classica folata di caldo africano.

Ma come è possibile, rimaniamo stupefatti. “Papi passami la felpa per Gin che ci saranno 10 gradi”.

Si, ho detto papi. Questo viaggio abbiamo deciso di farlo con mio papà. Io, Gin e il suo amato nonno.

Certo, si sta parlando di un nonno molto giovane e sportivo; pensate che faccio fatica io a stare al suo passo!

 

Il taxista si ferma fuori dalla Medina e ci lascia nelle mani di un adorabile vecchietto con un carretto di legno molto usurato. Carica sopra i nostri bagagli e inizia a spingerlo. Noi silenziosi lo seguiamo. La città dorme ancora. I timidi raggi del sole illuminano angoli nascosti. Marrakech è una città che prende vita piano piano. Con il sorgere del sole si iniziano a sentire i primi tintinnii di pentole e teiere. L’aroma del the è una piacevole sveglia. Nelle strette vie regna il silenzio. I negozi sono chiusi.

 

Destra. Sinistra. Ancora sinistra. Percorriamo una stretta via ed eccoci arrivati. Il nostro Riad. La dimora che ci ospiterà per 4 giorni.

riyād رياض, in lingua araba deriva dal plurale di “giardino”.

I Riad sono abitazioni tradizionali marocchine, composte da stanze e giardini interni.

Vere e proprie oasi di pace all’interno della Medina. Il silenzio regna sovrano, interrotto tal volta dal frusciare dell’acqua dell’Hammam. Colori e profumi ti avvolgono discreti. L’aroma del thè alla menta ti accoglie come un degno proprietario di casa. Uccellini e tartarughe animano questo surreale angolo di mondo, tra maioliche e fiori dalle mille sfumature.

 


 

Dopo qualche ora di sano relax siamo pronti per partire alla scoperta della città rossa.

Rimaniamo sbigottiti. Le vie si sono popolate. Per qualche istante ho la sensazione di non essere nello stesso luogo di questa mattina. Il caldo inizia a farsi sentire. Lo sbalzo termico è notevole.

Vie strette, sterrate, polverose. Fiumi di gente. Motorini in corsa. Milioni di piccoli negozietti che raccontano storie. Carretti trainati da asini, cavalli, cammelli. La strada prende vita. Bimbi che della strada hanno fatto la loro casa. Una casa severa che li fa crescere troppo in fretta. Voci. Canti. Un turbine di etnie che convivono caotiche.

E poi, i mille colori. I profumi del Nord Africa. Le spezie. L’artigianato marocchino che ti toglie il fiato per la sua estrema bellezza. Il culto del thè che addolcisce gli animi.

Bisogna dirlo, Marrakech non è una città semplice per una bimba di un anno. Mi sono ripromessa di essere sincera, di raccontarvi sia i lati positivi sia quelli negativi di un viaggio.

È un paese impegnativo, a volte la gente è molto insistente. L’arte del “contrattare” contraddistingue questo luogo, è d’obbligo se si vuole fare un acquisto. Una volta capito il meccanismo è un aspetto divertente; lo diventa meno se tua figlia inizia a spazientirsi, a fare i capricci e a voler correre ovunque. Ovviamente non è cosi facile fare girovagare un bimbo liberamente perché il caos è veramente molto.

 

 

Una piacevole scoperta, invece, è stata la cucina marocchina. Salato e dolce si fondono in un’alchimia di sapori inimitabili.

Cous Cous di verdure. Samosa di carne e formaggio. Pane arabo. Tajine di pollo, agnello e pesce.

La Tajine di Agnello con prugne e mandorle è sicuramente la mia preferita. Questa deliziosa pietanza prende il nome dal contenitore di terracotta in cui viene preparata.

 

É vero che Ginevra è una buona forchetta, ma vi assicuro che non ha avuto alcun problema con il cibo; ovvio, qualche accortezza è d’obbligo: sempre cibi ben cotti ed evitate l’acqua corrente. Per il resto, via libera!

 

 

 

 

 

Un altro aspetto che ho adorato sono i ristoranti. Riad, terrazze o giardini segreti. Angoli meravigliosi dimenticati dal tempo. Luoghi mistici, magici, surreali. L’irriverente baccano caratteristico della Medina, si ferma educatamente fuori dalla porta di questi luoghi, lasciando il posto alle note Jazz di un vecchio stereo.

 

Non mi sento di consigliarvi punto per punto, come una guida turistica, cosa andare a vedere. Posso dirvi che noi abbiamo apprezzato molto il Museo di Marrakech, la Madrasa, il quartiere delle tintorie e Le Jardin Majorelle. Per il resto, perdetevi nelle vie strette senza una meta.

Perdetevi, perdetevi e perdetevi ancora.

Vivete la città. Solo così diventerete ottimi amici. Solo così ne arriverete al cuore pulsante.

 

FEDERICA CROCI FOR MOMSLOWCOST

bricioleinvaligia

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4 thoughts on “Viaggio | Marrakech: la città delle mie sfumature di rosso

  1. Che voglia di andare in Marocco, dopo aver letto questo articolo! E poi la piccola Gian mi sembra davvero un’ottima compagna di viaggio!

  2. WOW! Mi è sembrato di essere li con voi leggendo queste parole…
    Hai descritto in maniera perfetta le sensazioni del vostro viaggio, e mi hai fatto venire voglia di perdermi con voi! Qual’è stato il vostro budget per 4 giorni?

  3. Articolo stupendo! Siamo tutti rimasti a bocca aperta! Anche io e mia moglie pensavamo di andare a Marrakech! Quale periodo dell’anno ci consigli? La nostra bambina ha 4 anni.

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